Ama gli umili
Ascoltando la Parola di questa domenica, mi rendo conto di quanto sia radicalmente diverso il mio modo di percepire il mondo di fronte a quello del Signore Gesù: nel mio mondo l’attenzione è attirata da coloro che sono rumorosi e famosi, da coloro che gridano sempre più forte le frasi piene delle menzogne però… Nel mio mondo,gli eventi tragici vengono alla ribalta, perché il mio mondo è anche un mondo molto violento, ancora intriso del sangue della guerra, segnato dallosfruttamento e dalle grida dei semplici e degli indifesi…. E subito mi rendo conto che è proprio questa visione del mondo che mi stanca di più: sono stanco della mancanza di mitezza e umiltà, cioè del caos esterno delle cose e dell’arroganza interna del cuore. Dopotutto, l’eccesso di operosità nasce spesso dalla nostra ambizione, dal bisogno di dimostrare a noi stessi e agli altri che siamo manager, esperti, professionisti, persone eccezionali.
E Dio? Ama gli umili. Rivela i segreti più intimi dei suoi giudizi a coloro che il mondo ha condannato all’oblio. Poche persone in questo vasto numero di disprezzati, dimenticati, inosservati e indesiderati godono del fatto che la loro umiliazione li pone in una posizione privilegiata: sono, dopo tutto, destinatari di un contenuto non di questo mondo! Probabilmente perché sono miopi e concentrano il loro sguardo sul qui e ora, rifiutandosi di elevare gli occhi al di sopra ditutto. Ma Gesù chiama di conseguenza il mio cuore afflitto a sperimentare la vera gioia nella sua mitezza e umiltà, nel suo amore per i piccoli. I semplici, gli ultimi, gli Hobbit della civiltà si distinguono per la straordinaria grazia di conoscere il Padre nel Figlio e il destino del mondo. Lo sono, perché non hanno paura, perché non hanno nulla da perdere. Sono gioiosi, perché il dolore è l’ombra inerente nella vita. Più sono umili, più i cieli si rivelano davanti a loro. Il Messia stesso è l’umile Re degli umili, che fa il suo ingresso trionfale su un asino semplice. Ed è la sua umiltà che porta la pace, e non eserciti di carri armati e squadroni di caccia…
Con la forza misteriosa della sua modestia, il Messia frantumerà le potenze di questo mondo: carri, cavalcature veloci, guerrieri, spezzerà lance e archi, carri armati, cannoni, autoblindo e aerei da combattimento. Il suo corteo sta attraversando anche il nostro tempo, mentre cadono i totalitarismi e le torri di Babele che toccano le nuvole delle nostre metropoli. Gli umili stanno trionfando sugli umilianti. Tuttavia, il conflitto tra i due inizia su un campo di battaglianascosto: quello tra la carne e lo spirito. Per questo San Paolo nella sua Lettera ai Romani ci pone di fronte a una scelta: o mettiamo a norte i peccati, o i peccati metteranno a morte noi stessi. O mettiamo a norte le pulsioni della carne, frenando i loro impulsi come le briglie di un asino, o esse, come un esercito di carri di lussuria, calpesteranno tutto ciò che di spirituale c’è in noi.
Forse è per questo che mi piacciono tanto le vacanze, un momento in cui non devo dimostrare niente a nessuno, in cui posso scegliere ciò che è semplice e stare con chi insegna l’umiltà in modi diversi. Perché è così che si avverano le parole di Chaim Luzzatto: «Prima che un uomo possa agire con umiltà, deve prima imparare a pensare con umiltà a se stesso, senza attribuirsi un significato per nessun motivo». E d’altra parte, quando posso stare lontano dagli eventi rumorosi di questo mondo ascoltando il silenzio del cuore di Gesù, credo un po’ più fermamente che la pace nel mondo sia ancora possibile.
Grzegorz Misiura
19 luglio 2023 | XIV Domenica del Tempo Ordinario
Mt 11,25-30: Io sono mite e umile di cuore.
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

GRZEGORZ MISIURA
Escolapio
Asistente Provincial por la Cultura Vocacional en Polonia y Formador de Juniores en Polonia.