Il tempo del Capitolo Generale è un tempo privilegiato. L’abbiamo sperimentato anche in quest’ultimo Capitolo celebrato nel Mexico e che abbiamo finito pochi giorni fa. Un tempo privilegiato e santo – non solo nelle sessioni di riflessione e di pianificazione, o nel periodo delle elezioni, ma lo è anche negli incontri personali, nei dialoghi inaspettati che ci toccano il cuore. Durante il Capitolo Generale, nelle domeniche abbiamo visitato delle presenze scolopiche nel Mexico. In una di queste visite, abbiamo avuto un’esperienza che credo non dimenticheremo mai. Abbiamo ascoltato la testimonianza di un abitante di un Hogar Calasanz, un ragazzo di quindici anni. Ci ha raccontato la sua storia personale. Una storia travagliata da tante difficoltà, perdite, violenze non-volute, aggressività e nonsenso. E ciononostante è una storia che merita di essere raccontata. Ciononostante – perché lui ha incontrato dei maestri, delle maestre che l’hanno accettato, che l’hanno accolto ed aiutato. Ascoltando la storia di questo ragazzo ci siamo meravigliati dei cambiamenti occorsi durante gli anni, e ci siamo meravigliati anche della grandezza dei suoi maestri e maestre – che pazienza, che amore, che perseveranza!
Ascoltando questa testimonianza abbiamo capito cosa significa essere un vero maestro, una vera maestra. Abbiamo capito – con le parole di questa domenica – cosa significa «fare del bene e prestare senza sperarne nulla», cosa significa «essere misericordiosi».
Sì, perché un maestro, una maestra ha un cuore misericordioso. Non vede solo i risultati ottenuti o gli errori fatti, ma vede soprattutto la persona stessa, e la guarda con gli occhi di Dio Padre – che l’ha creata buona, di tanti valori, talenti, di tante possibilità. Essere pedagogo significa essere collaboratore di Dio Padre. E per esserlo siamo invitati ad essere misericordiosi – guardare oltre gli errori, oltre le miserie, dei peccati. Guardare la persona stessa ed amarla.
Tornando da questa visita abbiamo portato con noi alla sala capitolare tanti impulsi da riflettere, da pensare: come possiamo vivere la nostra cristocentricità, come è attuale il nostro ministero scolopico, come è attuale il nostro Calasanzio stesso nei diversi ambienti del mondo! Grazie, Salvador, per la tua testimonianza!
P. Zsolt Labancz Sch. P.
Domenica 20 febbraio 2022 | 7a Domenica del Tempo Ordinario
Luca 6, 27-38: Siate compassionevoli come il Padre vostro è compassionevole.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

ZSOLT LABANCZ
Escolapio
Zsolt Labancz es un escolapio húngaro. Ha ejercido como superior provincial en el período 2011-2019, ahora está enseñando en el colegio de Vác.