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La penultima frase del vangelo di oggi dice: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!» (Gv 6,14). Di quale profeta si tratta? Del profeta Eliseo. Gesù si identifica intenzionalmente con alcune figure dell’Antico Testamento, questa volta con il profeta Eliseo.

La sazietà delle folle di Gesù replica quasi la situazione descritta nella prima lettura (2 Re 4,42-44), dove accadde qualcosa di molto simile. L’unica differenza è chi ha portato il pane lì.

Cosa accadde nella prima metà del IX secolo prima di Cristo al profeta Eliseo? Era durante la carestia, per lungo tempo non c’è stato il raccolto. Gli Israeliti vivevano nella terra di Canaan, dove abitavano anche tribù pagane, i Cananei. Queste tribù adoravano gli dei pagani – i Baal, divinità della fertilità. Il luogo da cui proveniva l’uomo senza nome descritto nella prima lettura si chiama Baal-Salisa, che significa che il dio Baal lì aveva i tre santuari.

Dopo lungo tempo finalmente è arrivata la vendemmia. Pertanto, quest’uomo che prima onorava il dio Baal decise, in segno di gratitudine, di portare le primizie del raccolto, 20 pani d’orzo. Quello che ci sorprende è il fatto che quest’uomo non abbia offerto il suo sacrificio a Baal in uno dei tre santuari della sua città di Baal-Salisa, ma li abbia portati a Eliseo, il profeta del Dio di Israele. L’uomo riconobbe che il vero Dio non era Baal, ma Dio d’Israele.

È una grande confessione di fede di quest’uomo, del quale non si conosce il nome. Così come non si conosce il nome del ragazzo del vangelo di oggi, che ha portato cinque pani d’orzo. Perché non vengono specificati i nomi di questi due? Perché l’obiettivo principale di questi brani biblici non era descrivere un evento storico accaduto a una determinata persona. L’intenzione dell’autore era quella di comunicare al lettore che ogni persona può portare e offrire a Dio il poco che ha, perché Dio lo possa usare e accrescerlo per il bene degli altri.

Ognuno ha qualcosa da offrire, qualche poco da condividere. Alla logica umana, poco significa sempre poco o persino niente. Alla logica di Dio, poco può significare l’inizio non solo dell’abbondanza, ma anche dell’eccedenza (12 canestri di pezzi), tutto ciò accompagnato dell’esperienza della gioia.

Dio conta sul nostro poco; Dio conta sul mio poco.

P. Juraj Gendiar Sch. P.

Domenica 25 luglio 2021 | 17 domenica del Tempo Ordinario

Gv 6, 1-15: lo seguiva una grande folla

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberiade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzati gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

JURAJ GENDIAR

JURAJ GENDIAR

Scolopio

Nato nel 1974, scolopio di Slovacchia dal 1993, attualmente rettore della comunitá di Trenčín, insegnante di religione nel liceo. Dal 2007 presta ai consacrati e ai laici il servizio dell’acompagnamento psico-spirituale e psicoterapeutico.

 

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